L'epilessia: un temporale nella testa
Senza alcun preavviso, come un fulmine a ciel sereno, si verifica il primo attacco. L’animale, che fino a quel momento sembrava in buona salute, manifesta improvvisamente sintomi del tutto inaspettati. L’animale cade a terra, ha delle convulsioni, presenta schiuma alla bocca, può perdere urina e/o feci e urla. Dopo pochi secondi, che al proprietario dell’animale, nel suo comprensibile panico, sembrano ore, tutto è finito. Ma solo per un certo periodo, perché di solito seguono altre crisi a intervalli imprevedibili. L’animale domestico, che è a tutti gli effetti un membro della famiglia, è forse diventato epilettico a causa di queste crisi? Cosa vi aspetta ora, a voi e al vostro animale?

Che cos’è esattamente l’epilessia?
L’epilessia è una delle malattie croniche più comuni del sistema nervoso centrale. Su Internet ci sono sicuramente innumerevoli pagine che descrivono questa malattia. In questo articolo del blog vorremmo spiegare l’epilessia nel modo più comprensibile possibile: l’epilessia è una scarica elettrica che, come un temporale, colpisce singole parti o il cervello nel suo complesso. Immaginate il cervello come un fascio compatto attraversato da molti cavi elettrici sottili e mal isolati. In un fascio di questo tipo, in determinate circostanze, possono verificarsi scariche anomale con formazione di scintille. In un cervello sano, questi singoli cortocircuiti non rappresentano un problema. In un soggetto epilettico, invece, una singola scintilla, in determinate condizioni, scatena un vero e proprio fuoco d’artificio che può interessare singole parti del cervello.
A seconda che siano coinvolte singole regioni cerebrali o l’intera area, si parla di crisi focali o generalizzate. La maggior parte delle crisi nei gatti e nei cani è di tipo generalizzato. In questo tipo di crisi, l’animale perde la capacità di stare in piedi, giace solitamente su un fianco, le zampe tremano o si muovono in modo incontrollato; possono verificarsi anche tremori e formazione di schiuma davanti al muso. Possono manifestarsi suoni quali urla, gemiti o ansimii.
Le crisi convulsive si suddividono in due fasi: innanzitutto la fase prodromica, durante la quale gli animali mostrano cambiamenti comportamentali, quali ad esempio irrequietezza, paura o aggressività. Segue poi la cosiddetta aura, caratterizzata da dilatazione delle pupille, vomito e disturbi motori; questi sintomi durano tuttavia solo pochi secondi prima che abbia inizio la crisi vera e propria, detta ictus. Questa dura solitamente da alcuni secondi fino a 5 minuti. Infine, il ciclo si chiude con la fase postictale, caratterizzata da deficit neurologici, che può protrarsi da alcuni minuti a diversi giorni.
Se si verificano due o più crisi nell’arco di 24 ore, si parla di «cluster». Questo è un motivo valido per consultare un veterinario. Se le crisi convulsive durano più di 5 minuti o se l’animale non riesce a riprendere conoscenza tra una crisi e l’altra, si è in presenza di una condizione acuta potenzialmente letale.
Le cause dell’epilessia possono essere, tra le altre: sostanze neurotossiche (come i prodotti spot-on contro i parassiti), ipoglicemia, vaccinazioni, malattie epatiche o additivi sintetici presenti nel mangime.
Come posso nutrire il mio animale epilettico?
Raccomandiamo una dieta priva di amido. Sono consigliabili proteine altamente digeribili e di alta qualità. È importante l’aggiunta di vitamine del gruppo B, vitamina E e zinco. A scopo preventivo, è possibile somministrare all’animale cannabidiolo direttamente in bocca per un periodo prolungato. Si è dimostrata efficace anche la somministrazione di dosi elevate di EPA/DHA (acidi grassi omega-3).
La nostra conclusione: per quanto la malattia e la diagnosi di epilessia possano essere spaventose, non significano la fine. Molti animali, grazie a terapie adeguate, possono ottenere una significativa riduzione della frequenza delle crisi o addirittura la completa assenza di crisi. La diagnosi comporta naturalmente un cambiamento delle condizioni di vita sia per l’animale che per il proprietario; è importante prestare attenzione ai cambiamenti comportamentali e alla terapia adeguata. Prendersi cura di un animale affetto da epilessia non è certamente facile. Tuttavia, è assolutamente fattibile, come dimostrano molti animali trattati con successo!